alta badia canederli

Ultima chiamata per l’Alta Badia

In Alta Badia tra Dolo – mitiche vette e sapori spaziali

Incastonata in uno scenario talmente unico e di rara bellezza da essere dichiarato dall’Unesco Patrimonio Universale dell’Umanità, l’Alta Badia è il punto di partenza ideale per esplorare le piste da sci del comprensorio Dolomiti Superski e al contempo gustare il sapore autentico di questo territorio, ricco di storia e tradizioni.

Le vette circostanti, che risalgono a milioni e milioni di anni fa (oltre 200), risplendono al tramontare del sole in colori dalle sfumature quasi fiabesche, regalando agli spettatori uno scenario davvero elettrizzante in ogni stagione dell’anno.

E ora che la stagione invernale sta per cedere il passo a brezze più miti, abbiamo voluto scattare una fotografia aggiornata di questa splendida zona alpina, ancora vestita dei suoi capi più pesanti.

La vastità del comprensorio dell’Alta Badia, collegato al circuito sciistico del Sellaronda

Immagine di Alex Moling

Le Dolomiti, definite da Le Courbusier come la più bella opera d’architettura del mondo, devono la loro denominazione al naturalista francese Déodat Gratet de Dolomieu, che per primo studiò il tipo di roccia predominante e ne rese nota la composizione chimica (doppio carbonato di calcio e magnesio).  

Sotto questo nome vengono raggruppati nove gruppi di montagne, che ricoprono un’estensione complessiva di duecento trentuno mila ettari suddivisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone e Udine.

Entrando nel dettaglio, ricordiamo che l’Alta Badia in particolare occupa la zona centrale, quella tra l’Adige e il Piave, tra la Val Pusteria e il Bellunese, e comprende tre comuni: Corvara con Corvara e Colfosco, Badia con La Villa, San Cassiano e Badia, e La Val.

Con 53 moderni impianti di risalita, 130 km di piste ottimamente preparate e il collegamento con oltre 500 km di piste in Alto Adige, Trentino e Veneto, l’Alta Badia da oltre 50 anni è una delle mete più ambite dagli amanti dello sci e dello snowboard. Tante anche le alternative, sia sportive che di relax, che rendono completa l’offerta di questo territorio vocato al turismo.

Indirizzi gourmet in Alta Badia

Ed eccoci con le curiosità per i golosi. La buona notizia è che la zona pullula di rifugi alpini caratteristici e ristoranti di montagna dalla veste più chic. Per ovvie ragioni logistiche, i primi sono state le nostre mete diurne predilette, incantandoci, tra una discesa e l’altra, con ricette semplici e sapori decisi.

Nella stessa lista troverete anche un paio di indirizzi dove concedervi un aperitivo après ski. Poi non dite che non ve lo avevo detto!

 

Il regno della mixology e non solo…

Se anche per voi l’aperitivo è sacro, prendi carta, penna e annotati quanto segue. Nel centro di Corvara c’è un locale di cui mi sono innamorata al primo “giro” e che diventerà tappa fissa delle mie vacanze invernali: si chiama L’Got e sta al civico 92 di Strada Col Alt. Puoi andarci ogni giorno per colazione, in pausa pranzo o anche per merenda, ma è dopo le 18 che si mette l’abito da sera, con una sfilza di cocktail preparati a regola d’arte.  Sorprendente la qualità del beverage, la ricercatezza degli ingredienti e la professionalità dei barman, seguite dall’interessante proposta finger food in abbinamento e, non ultima, dalla location, impreziosita da un mix di materiali ed elementi ben armonizzati.

Tra i cocktail in lista, che non scadono mai nel banale, il più rappresentativo è l’Americano Col Alt, alias poesia allo stato liquido, fatto con Vermouth al pino mugo, spuma di amaretto e pera e cristalli di Campari.

Wine & more

Gli amanti del vino, invece, possono contare sul Toccami Wine bar & Cocktail Lounge, situato all’interno del Dolomites Lifestyle Hotel Marmolada, ma aperto anche agli ospiti esterni. Anche in questo caso siamo di fronte a un locale dove si respira un’eleganza alpina che supera ogni standard. A ciò si abbina una selezione internazionale delle migliori etichette di vino, curata dal padrone di casa e sommelier dell’hotel, Iwan Costamoling.

Rifugio con vista

Anche con il rifugio Cherz Hutte di Corvara, che gode di un’impareggiabile vista sulle piste e sulle montagne circostanti, è stato un colpo di fulmine. Sai la fortuna del principiante, che per la prima volta si trova in villeggiatura in zona e inconsapevolmente sceglie uno dei posti più belli dell’intera vallata? Ecco così è stato anche per noi. Magnifico il pranzo, che aveva come protagonisti un tris di canederli al burro e degli gnocchetti di barbabietola con fonduta di formaggi.

Pranzo con gli alpaca

Il rifugio numero due, chiamato Scotoni, vale una sosta anche soltanto per il meraviglioso scenario in cui è inserito, in una suggestiva conca circondato dai monti Lagazuoi, Fanis, Scotoni e Conturines. D’inverno ci si arriva, infatti, solo con gli sci ai piedi dopo aver disceso la panoramica pista Armentarola che parte dalla cima Lagazuoi. Una volta arrivati, però, verrete ripagati dello sforzo.

Ottima qualità dall’antipasto al dolce, ma la lode va ai piatti di carne cucinati sulla griglia a vista e ai primi piatti fatti in casa.

Il valore aggiunto è la possibilità di ammirare i dolcissimi alpaca che vivono nel recinto adiacente e diventano una fonte di attrazione per grandi e piccini. È d’obbligo un selfie per Instagram.

The Yak Place

Continuando il nostro skitour di ritorno dal fantastico Sellaronda, itinerario per sciatori che porta alla scoperta dei quattro passi attorno al massiccio del Sella (da qui il nome), eccoci  giungere a Campitello di Fassa.

Qui, a un’altitudine di circa 2300 metri, veniamo rapiti dal profumo che emana la cucina del Rifugio Friedrich August, alias The Yak Place.

 

In cerca di ristoro, ci lasciamo conquistare da un risotto al pino mugo e cube roll di Yak, una zuppa di goulash con canederli e, dulcis in fundo, dalla tipica Kaisershmarren, un frittata maltagliata servita con salsa di mirtillo.

Un dolce tipico che spesso si gusta anche per merenda, con una tazza di tè fumante o con un bombardino e panna montata.

Cena al rifugio e risalita con gatto delle nevi

 

Il fascino di risalire le piste da sci al chiaro di luna, ammirare le montagne innevate nella totale quiete che le avvolge dopo il tramonto e fermarsi a cena in un rifugio di montagna è un’altra delle cose da provare nella vita.

Una location che ben si presta a questi eventi e che organizza cene con trasporto serale è il rifugio Col Alt, che si raggiunge tramite l’omonima cabinovia che parte dal centro di Corvara.

Piacevolissima la cucina proposta nel menù alla carta, semplice ma gustosa e di sostanza. Anche la wine list merita una menzione, con etichette nazionali ed estere di un certo livello.

Il ristorante pluristellato

 

Sulla stella più alta del podio, anche se non alla portata di tutti, è da menzionare il ristorante St. Hubertus di San Cassiano, le cui redini sono ben salde nelle mani dello chef Norbert Niederkofler, meritevole di aver portato ben 4 stelle Michelin nel cuore delle Dolomiti: le tre “classiche” alle quali si aggiunge la stella verde per la cucina sostenibile.

Per gli amanti del gourmet estremo, che vogliono capire come una cena raffinata ed elegante si trasforma in un’esperienza enogastronomica indimenticabile, diventa una tappa imperdibile.

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